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Come rendere l’impianto elettrico conforme alla normativa vigente

Una notte il “salvavita” scatta. La casa tace, il telefono illumina il corridoio, e capisci che la corrente è invisibile ma concreta. Questo articolo nasce da sopralluoghi reali e norme lette fino in fondo: un invito a far convivere comfort e sicurezza senza compromessi, con esempi pratici e riferimenti affidabili.

In casa di solito diamo tutto per scontato. Interruttori, prese, luci. Poi un odore di caldo da una presa, un differenziale che scatta, una cassetta di derivazione con nastro vecchio. Mi è capitato in un immobile anni ’70: impianto elettrico senza messa a terra, fili rigidi logorati, quadro elettrico obsoleto. Nessun incidente, per fortuna. Ma il rischio c’era.

Come rendere l’impianto elettrico conforme alla normativa vigente – uspms.it

La normativa vigente non è burocrazia sterile. Serve a ridurre cortocircuiti, incendi, folgorazioni. In Italia la cornice legale è il D.M. 37/2008 (ex Legge 46/90), che stabilisce chi può installare e come si certifica un impianto. Le regole tecniche le trovi nella CEI 64-8, la norma cardine per gli impianti a bassa tensione. Non sono documenti da comodino, vero. Ma danno un perimetro chiaro: sicurezza, conformità, tracciabilità.

Secondo i rapporti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le cause elettriche sono tra le fonti ricorrenti di incendi domestici. Non esistono numeri univoci per tutte le tipologie di abitazioni, ma l’indicazione è costante: impianti curati riducono il rischio. E qui arriviamo al punto.

Come rendere l’impianto conforme (passi concreti)

Sopralluogo e diagnosi. Un tecnico abilitato verifica stato dei cavi, presenza del conduttore di protezione, qualità dei collegamenti, sezioni e percorso delle linee. Controlla bagni e cucine, le zone a maggior rischio, secondo CEI 64-8. Se manca la messa a terra, l’adeguamento è prioritario.

Come rendere l’impianto conforme (passi concreti) – uspms.it

Protezioni adeguate. Nel quadro elettrico, installa interruttori magnetotermici correttamente dimensionati e interruttori differenziali 30 mA (il “salvavita”). Valuta SPD (protezioni contro le sovratensioni) se la zona è esposta a fulminazioni o se hai apparecchiature sensibili. L’obiettivo è chiaro: proteggere da sovraccarico, cortocircuito e dispersioni verso terra.

Continuità dell’impianto di terra. Il tecnico misura la resistenza di terra e verifica i collegamenti equipotenziali. Lo scopo è garantire i tempi di intervento previsti dalla CEI 64-8. Niente numeri “magici”: conta il sistema nel suo insieme, dal dispersore alle masse collegate.

Prese, linee, etichettatura. Sostituisci prese usurate, aggiungi linee dedicate per carichi importanti (piano a induzione, climatizzatori), etichetta i circuiti. Uno schema unifilare aggiornato fa la differenza nelle future manutenzioni.

Documenti in ordine. A fine lavori l’impresa rilascia la Dichiarazione di Conformità (Di.Co.) ai sensi del D.M. 37/08. Se l’impianto è antecedente al 2008 e non esiste la Di.Co., puoi ottenere una Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri.) da un professionista con requisiti di legge.

Verifiche periodiche. In abitazioni non esiste una cadenza unica obbligatoria; la CEI 64-8 prevede verifiche periodiche con intervalli proporzionati all’età dell’impianto e all’uso. Nei luoghi di lavoro, invece, le verifiche di terra e scariche atmosferiche sono obbligatorie secondo il D.P.R. 462/01.

Esempio concreto. Appartamento anni ’70: nuovo dispersore e treccia giallo-verde, quadro con magnetotermici selettivi e due differenziali 30 mA, prese con contatto di terra, equipotenziale in bagno. Risultato: comfort identico, sicurezza elettrica superiore, documenti pronti per locazione o vendita.

Un’ultima nota schietta: evita il fai-da-te. La conformità nasce da progetto, prove strumentali e responsabilità professionale. La corrente ti chiede rispetto. E tu, la prossima volta che spegni una luce, che storia vuoi raccontare della tua casa?

Martina Petrillo

Laureata in Filologia Moderna, mi sono imbattuta nel magnifico mondo del giornalismo nel lontano 2018 e da quel momento non mi sono mai più allontanata. Appassionata di spettacolo, lifestyle e cucina, mi ritengo una persona molto decisa e con le idee abbastanza chiare sul futuro. “Ad maiora” é il mio motto perché nella vita bisogna sempre puntare in alto!

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