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Addio agli scontrini, non devi più conservarli: il trucco che non conoscevi

 Detrazioni semplificate per gli italiani, in questo caso meno scontrini da conservare per i contribuenti Italiani

In Italia, la stagione delle dichiarazioni dei redditi si apre con una novità che ormai si conferma anno dopo anno: un sistema fiscale sempre più orientato verso il digitale, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e l’ansia legata alla conservazione di documenti cartacei. Le tradizionali cartelline, fotocopie e faldoni pieni di scontrini e ricevute stanno lasciando il posto a un ecosistema digitale sicuro, dove i dati di spesa sono tracciati attraverso il codice fiscale.

Addio agli scontrini, non devi più conservarli: il trucco che non conoscevi, uspms.it

Questo cambiamento promette una riduzione degli errori, maggiore trasparenza e processi più veloci. Ma cosa comporta, nello specifico, per chi deve presentare il 730 precompilato? È realmente possibile eliminare del tutto l’uso della carta? E quali sono i limiti di questa semplificazione, soprattutto quando si parla di detrazioni, interessi sul mutuo, spese sanitarie o versamenti assicurativi? Tra normative, prassi e tecnologie, il contribuente si trova a dover navigare tra opportunità e precauzioni, per capire quando può sentirsi tranquillo e quando è meglio avere a portata di mano la propria documentazione per possibili controlli.

730 Precompilato: addio scontrini? Ecco quando sì e quando no

Quando un contribuente accetta il 730 precompilato senza apportare modifiche, non è obbligato a conservare scontrini e ricevute. Le principali voci di spesa sono già state trasmesse all’Agenzia delle Entrate e registrate nel proprio Cassetto Fiscale attraverso il codice fiscale. Soggetti come farmacie, strutture sanitarie, assicurazioni, banche e altri enti trasmettono direttamente le informazioni utili per le detrazioni e altri oneri.

Tuttavia, l’obbligo di conservare la documentazione sorge nel momento in cui si aggiungono o modificano dati non presenti, come una fattura estera o una spesa sanitaria non comunicata. In questi casi, i controlli si concentreranno sulle voci modificate, e i documenti giustificativi dovranno essere conservati per un periodo più lungo. Resta la possibilità di richieste di documentazione per situazioni specifiche, come gli interessi del mutuo legati all’abitazione principale.

730 Precompilato: addio scontrini? Ecco quando sì e quando no, uspms.it

Il progresso è reso possibile da un flusso di dati in costante espansione, che va dal Sistema Tessera Sanitaria alle comunicazioni degli intermediari finanziari, fino alle polizze assicurative. Nonostante ciò, è fondamentale prestare attenzione prima di accettare il 730 precompilato, verificando nel Cassetto Fiscale che tutte le informazioni siano corrette, in particolare per le spese sanitarie ricorrenti e le rate del mutuo. Se qualcosa manca, è possibile integrare, ma sarà necessaria la documentazione a supporto. Esempi comuni includono cure effettuate all’estero, donazioni non trasmesse e spese scolastiche pagate a istituti che non hanno comunicato i dati. Un ulteriore consiglio è di richiedere sempre al fornitore l’invio telematico dei dati collegato al proprio codice fiscale.

Per quanto riguarda i controlli, la regola è chiara: nessuna necessità di conservare documenti cartacei per le voci invariate, ma è richiesta una prova documentale per le modifiche apportate. Questo approccio favorisce una gestione più ordinata: meno carta, maggiore tracciabilità e responsabilità distribuite. Per il contribuente, i vantaggi sono notevoli: minor rischio di errori e tempi di rimborso ridotti. Rimane tuttavia una regola fondamentale: conservare copie digitali dei documenti finché la dichiarazione non è definitivamente accettata e, in caso di dubbi, consultare un professionista.

Alessandra Orlacchio

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