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Multa in arrivo? Se la ricevi in un certo modo, non pagarla. Lo dicono i Vigili

Attenzione alle multe: se ti arriva in un certo modo, i Vigili stessi confermano che non sei tenuto a pagarla. Scopri subito perché

In un’epoca in cui la digitalizzazione dei servizi pubblici si fa sempre più pressante, emergono nuove sfide per la sicurezza informatica dei cittadini.

Multa in arrivo? Se la ricevi in un certo modo, non pagarla. Lo dicono i Vigili (Uspms.it)

Tra queste, una particolare forma di truffa sta guadagnando terreno, sfruttando la fiducia riposta nel sistema di pagamento pagoPA. Questo metodo, ideato per semplificare le transazioni con le amministrazioni pubbliche, si trova ora al centro di un sofisticato schema di phishing.

Gli autori di questo raggiro, con una precisione quasi chirurgica, mirano a sottrarre dati personali e bancari attraverso l’invio di false contravvenzioni per eccesso di velocità via email o sms. La perplessità nasce spontanea: come è possibile che un sistema pensato per la sicurezza dei cittadini possa essere così facilmente strumentalizzato a fini fraudolenti?

Il meccanismo dell’inganno delle multe

La tecnica utilizzata dai truffatori è raffinata e calibrata per ingannare anche l’occhio più attento. I messaggi inviati alle potenziali vittime sono curati nei minimi dettagli: dal logo all’impaginazione, tutto è studiato per replicare alla perfezione le comunicazioni ufficiali.

Il meccanismo dell’inganno delle multe (Uspms.it)

Il contenuto del messaggio allerta il destinatario di una violazione del codice della strada, specificando un importo da saldare e un termine ultimo per evitare aggravamenti. La presenza di un codice di pratica plausibile e l’urgenza sottolineata sono le leve psicologiche su cui si basa l’inganno, spingendo l’individuo a compiere azioni affrettate.

Il cuore dell’inganno si rivela nel momento in cui l’utente, preoccupato e desideroso di risolvere la situazione, clicca sul link fornito nel messaggio.

Questo rimanda a un sito che è la copia esatta della piattaforma pagoPA, ma che in realtà è stato creato ad hoc per catturare informazioni sensibili. Inserendo i propri dati in questa pagina, l’utente li consegna direttamente nelle mani dei truffatori. La sofisticazione di questo sito clonato rappresenta un salto di qualità nell’ambito delle frodi online, rendendo sempre più difficile per i cittadini distinguere tra ciò che è autentico e ciò che non lo è.

Nonostante la specificità di questo tipo di truffa, essa non è un fenomeno isolato. Al contrario, si inserisce in un contesto più ampio di frodi informatiche che sfruttano la credibilità di sistemi e piattaforme ritenuti sicuri.

La scelta di pagoPA come veicolo per queste attività illecite non è casuale ma è dettata dalla crescente familiarità e fiducia che i cittadini ripongono in questo sistema. Questa fiducia, purtroppo, diventa un’arma a doppio taglio, alimentando il rischio di cadere vittima di questi inganni.

Di fronte a questo scenario, le autorità non restano inermi. La polizia locale, insieme ad altri enti, si adopera per informare e proteggere i cittadini, fornendo indicazioni precise su come riconoscere e reagire a questi tentativi di truffa.

La regola d’oro è la prudenza: evitare di cliccare su link sospetti, verificare sempre l’autenticità del mittente e del dominio, e ricordare che le sanzioni ufficiali si pagano esclusivamente attraverso canali verificati. In caso di dubbio, è fondamentale segnalare la comunicazione sospetta alle autorità competenti, contribuendo così a contrastare la diffusione di queste pratiche fraudolente. La difesa più efficace contro il phishing e le truffe online risiede nell’informazione e nella consapevolezza.

Non tutte le multe sono valide: se ti arriva in questo modo preciso, puoi ignorarla senza rischi.*Uspms.it(

Conoscere i meccanismi con cui operano i truffatori permette di sviluppare una maggiore attenzione verso i dettagli che possono segnalare un tentativo di frode. L’invito a non fornire mai dati personali senza avere la certezza dell’autenticità del portale è un monito che non può essere trascurato. Inoltre, l’azione di enti come il Cert-AgID rappresenta un ulteriore baluardo nella lotta contro le truffe informatiche, offrendo un canale diretto per la segnalazione e la gestione delle minacce.

In conclusione, la crescente sofisticazione delle truffe online richiede una risposta altrettanto evoluta da parte dei cittadini e delle autorità. Solo attraverso la collaborazione e l’adozione di comportamenti prudenti sarà possibile tutelare la propria sicurezza in un mondo sempre più connesso.

Loriana Lionetti

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