Brisbane all’alba, Miami al tramonto: il viaggio di un campione che cerca ancora il limite. Tra vasche infinite, partenze ripetute e piatti contati, Thomas Ceccon entra ai Mondiali con la calma di chi ha lavorato bene e l’inquietudine buona di chi vuole ancora sorprendere.
C’è attesa attorno a Thomas Ceccon, oro olimpico nei 100 dorso a Parigi 2024 (dato verificabile su World Aquatics e CONI). Ai Campionati Mondiali di Nuoto, l’azzurro arriva dopo mesi di lavoro tra Brisbane e Miami. Due climi, due fusi, una sola idea: rifinire ogni dettaglio. Non ha parlato di rivoluzioni. Ha parlato di disciplina.
In Queensland ha trovato ritmo e profondità. La routine è semplice da dire, dura da fare: doppie sedute in vasca 4-5 giorni a settimana, lavori di forza 3 volte, mobilità quotidiana. Per un dorsista di punta il volume varia, ma il focus resta la qualità: partenze, subacquee fino ai 15 metri, controllo della frequenza. Dettagli che fanno la differenza quando il margine è di un decimo. A sud della Florida ha cercato velocità pura, più lavori a secco, più tecnica sui viraggi in vasca lunga. Niente folklore: cronometro, tempi di passaggio, recuperi misurati.
Parliamo di standard da élite, confermati dalla letteratura tecnica: 8-10 sessioni di nuoto alla settimana, 3 di palestra, cicli lattacidi brevi con recuperi parziali e test periodici su 25 e 50 dorso. Le regole non cambiano: fisiologia prima dell’ego. Per i dati ufficiali su gare e progressioni cronometriche la fonte resta World Aquatics; per i raduni, la Federazione Italiana Nuoto comunica i collegiali approvati. Non sempre location e microcicli sono pubblici: alcune informazioni non sono disponibili in modo dettagliato.
La base è una dieta pulita. Carboidrati complessi prima dei carichi intensi, proteine di qualità per il recupero, grassi “buoni” per l’energia di fondo. Un campione della sua statura (altezza 1,97 m, dato federale) viaggia in genere su 1,6-2 g di proteine/kg al giorno quando i carichi sono elevati, con idratazione costante ed elettroliti nelle doppie sedute. Esempi concreti? Colazione con avena, uova e frutta; pranzo con riso, pollo e verdure; cena con pesce azzurro e patate; spuntini con yogurt greco o frutta secca. Le “eccezioni” ci sono, ma sono programmate: una pizza a fine microciclo non è un peccato, è strategia mentale. La priorità è tenere stabile la composizione corporea e la qualità del sonno.
Ceccon non fa giri di parole: ai Mondiali vuole dimostrare di essere il più forte. Non è arroganza, è responsabilità. Nel 2022 ha firmato il primato mondiale dei 100 dorso a Budapest; a Parigi 2024 ha centrato l’oro. La traiettoria è chiara. Ora si entra in una vasca da 50 metri dove contano tre atti: batterie, semifinali, finale. Ritmo, gestione, lucidità. Il resto è rumore.
Non c’è retorica nei dettagli: occhialini sempre uguali, cuffia provata in allenamento, routine di riscaldamento con progressioni da 400 a intensità crescente e sprint controllati. Staff al fianco, plastici video per correggere l’angolo di ingresso della mano, feedback sulla fase subacquea. Le cifre finali le dirà la piastra. Le premesse le dice il lavoro.
Una linea nera sul fondo, cinque capriole, due respiri in meno, il muro che arriva. La domanda allora non è se difenderà qualcosa, ma cosa sceglierà di rischiare per andare oltre. In quanti, guardando quell’ultimo 25, sentiranno la stessa fame di precisione?
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